IL GIOCO DEL CALZO

 

 

LE ORIGINI

 

Una specie del gioco del calcio era conosciuto fin dall'antichità. Lo praticavano i greci e tramandatesi nel tempo fu ripreso dai fiorentini nel XV secolo che lo divulgarono in tutta Italia.

Anticamente c'ero i tornei, pare inventati in Germania, dove alcuni cavalieri armati fino ai denti si affrontavano a "singolar tenzone" in massacranti tornei, e per il godimento del pubblico non era raro assistere anche alla morte di qualche partecipante.

Con il progredire della civiltà e con l'avvento del Rinascimento il torneo perse tutta la sua peculiarità violenta. La nuova regola del gioco prevedeva due squadre e consisteva nel portare la bandiera in campo nemico.

 

 

 

 

 

 

 

NASCE IL GIOCO DEL CALZO

 

Si andò avanti così per un pò di tempo finchè la bandiera non fu sostituita dal pallone di cuoio che veniva conteso da due squadre composte da 60 giocatori l'una. Naque così il gioco del "calzo".

Le regole del gioco prevedevano che il pallone potesse essere colpito o trattenuto con qualsiasi parte del corpo. Praticamente non c'erano altre regole, e soprattutto non c'era l'arbitro e di conseguenza niente segnalazione di falli, ammonizioni o espulsioni, ecc.

Ogni giocatore poteva saltare addosso all'avversario picchiarlo, morderlo, prenderlo a calci e pugni per strappargli il pallone e tenendolo ben stretto fra le mani scappare verso la meta.

 

 

 

 

 

 

IL GIOCO DEL CALZO A BOLOGNA

 

Si trova citato già nel 1432: tale gioco si faceva presso la casa di Lodovico da Serie speziale, dalla Croce di via Castiglione fino alle case dei Guidotti. Questo era il luogo pubblico per il gioco della Palla al Calcio. Vi prendevano parte cento giocatori, cinquanta vestiti di giallo e cinquanta di verde.

 

 

Nel 1487  Giovanni Bentivoglio in occasione del maestoso matrimonio del figlio Annuale organizzò una delle prime partite ufficiali che si tennero a Bologna. La partita si svolse in presenza di Lorenzo il Magnifico, uno dei maggiori promotori di questo gioco.

Ecco come una cronaca dell’epoca ricorda quell’evento sportivo:

 

 

 

 

" Venne doe squadre , 60 per squadre , de garzoni.

E come furono su piazza di Bentivogli ( l'attuale piazza Verdi davanti al teatro

Comunale) la Fortuna ( che era il personaggio allegorico che dava inizio al gioco)

mise in mezo un baleno molto grosso e poi fuzì. ( e fece bene )

E quele doe parti commenzorono a locare el baleno , la quale fu una bela cosa a

vedere"

 

 

 

 

 

 

   

LA "VIOLENZA NEGLI STADI"

 

Purtroppo il fenomeno della violenza degli stadi è più antico di quanto si possa pensare. Infatti banditi al soldo dei nobili, avevano creato in città un clima di violenza che rendeva pericoloso scatenare gli animi con competizioni come quelle del "calzo". Così nel 1580 il Governatore di Bologna su invito del Protonotario Apostolico , decise di emanare un bando per proibire il:  "Gioco del calzo per il pericolo che esso apporta alla nostra magnifica città”.

Con tale divieto   "..venivano cessare le risse, gli scandali e le inimicizie che da questo gioco possono nascere". Chi avesse violato il bando era sottoposto a severe pene : multa di 100 scudi d'oro e tré dolorosissimi tratti di corda.

 

Ed ecco qui sotto il bando dell'epoca:

 

 

 

 

BANDO

 

ET PROHIBITIONE SOPRA

il gioco del calzo

 

PubIicato in Bologna li 10.Marzo. 1580.

 

Conofendofi per esperienza il pericolo, che apporta il Gioco del Calzo in quefta Magnifica Città, & per ciò defiderando Monfignor Reuerendiffimo Monte Valentè Protonotario Apoftolico,& della detta Città, fuo distretto dignifsimo Gouernatore, prouedere alle riffe, fcandoli, e inimicitie, che da ciò nafcere poffono. Per il prefente publico Bando di confenfo delli Magnifici ed Eccelfì Sig, li Signori Antiani Confoli,& Confalloniero di Giuftitia, e Illuft. e Magnifico Regimento, Ordina prohibifce vuole e comanda da che neffuna perfona di qual fi voglia ftato, grado ò conditione per auenire ardifca ne in qual fi voglia modo prefuma ne dentro la Città ne fuori di giocare al detto gioco del Calzo, fotto pena di Cento Scudi d'oro d'applicarfi alla Reuereda Camera Apoftolica,& tré tratti di Corda per ciafcuno & ciafcuna volta,che fi contrafarà notificando che quefto fi offeruarà inuiolabilmente contra qual fi voglia perfona in fede.&c. Dat. Bonon. in Pallatio noftrae Refidentiae

 

Die 9 Martii.  M D L X X X.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIPRENDONO LE COMPETIZIONI

 

Ma la passione sportiva ebbe il sopravvento ed il gioco del "calzo" riprese. In fondo all'attuale Via Indipendenza fu creato una specie di stadio. I tifosi ebbero anche modo di vedere " mandatori ballonari forestieri"....in pratica era cominciato il calcio mercato.

Nel 1602 si cominciò a giocare nel salone del podestà e successivamente nella Piazza del Mercato (oggi Piazza 8 Agosto).

Verso la fine del 1700 venne costruita una arena apposita con tribune per gli spettatori.