LA NASCITA DI BOLOGNA

FRA MITO E LEGGENDA

 

 

"Nella vita tutto si ripete: eternamente giovane è la sola fantasia ; ciò che non è avvenuto mai in nessun luogo non invecchia mai"  

F.SCHILLER

 

 

FERO

 

Un personaggio di nome Fero, proveniente da oriente via mare, approdò nei pressi di Ravenna con un folto seguito.

Il luogo bello e prosperoso invitava a considerarlo meta finale del viaggio, e così molti cominciarono qui le loro attività.

Ma Fero, volendo soddisfare il suo spirito d’avventura  si avviò verso  l’interno. Voleva esplorare quella terra sconosciuta. Salutò tutti quelli che rimanevano e seguito dalla famiglia e pochi altri si mise in cammino aprendosi un varco nella fitta vegetazione.

Giunse in una pianura dove scorrevano dei rii. Soddisfatto della posizione cominciò a costruire  capanne ed a coltivare i campi.

La famiglia crebbe, crebbero le abitazioni formando un vero e proprio villaggio su entrambe le sponde di un rio.

Era il primo embrione della nuova città, nella posizione dove oggi si trova la sede centrale della Cassa di Risparmio.

 

 

Fero e la moglie Aposa

Per collegare le due sponde, Fero, costruì un ponte con dei blocchi di arenaria. Il Ponte prese il nome del suo costruttore, Ponte di Fero, conosciuto poi dai cittadini come Ponte di Ferro e che sembra fosse ubicato sull’odierna Via Farini all’altezza di Piazza Calderini.  

 

zona in cui avrebbe dovuto trovarsi il Ponte di Fero

 

Un giorno la moglie di Fero, mentre faceva il bagno nel torrente fu travolta dalle acque e scomparse fra i flutti. Nonostante le ricerche degli accorsi il corpo non fu recuperato, da quel momento il torrente perse il nome della donna: Aposa.

 

Il villaggio era cresciuto e Fero sentì la necessità di proteggerlo con mura.

Lavorava alacremente alla costruzione, nonostante la tarda età. Era estate il sole riscaldava enormemente l’aria. La figlia di Fero si avvicinò al padre e vedendolo accaldato e sudato e intuendo il suo desiderio di dissetarsi volle porgergli un recipiente pieno d’acqua  però prima disse: “Ho avuto in sogno un segno divino. Ti darò da bere se soddisferai quanto mi è stato predetto cioè che devi dare il mio nome alla città .”

Dopo avere alquanto tergiversato Fero acconsentì e la figlia gli porse il recipiente con l’acqua. Volendo mantenere fede alla promessa chiamò la città con il nome della figlia : Felsina.  

    

 

 

 

  

OCNO

 

Una seconda leggenda narra che a Perugia vivevano due principi molto bellicosi, sempre in lotta fra di loro: l’umbro Ocno e l’etrusco Auleste.

Dopo una  tremenda battaglia lo sconfitto Ocno  fu costretto, con i suoi seguaci, a prendere la via dell’esilio.

Varcato l’Appennino si trovò in una ridente pianura fra l’Aposa e il Ravone.Qui fondò un villaggio che però non aveva nome. Poco tempo dopo arrivarono gli Etruschi che scacciato Ocno chiamarono la città Felsina.

  

    

 

 

 

FELSINO

 

Un’altra leggenda narra che Felsino, discendente da Ocno Briadoro re etrusco fondatore di Mantova, Parma e Pianoro, avrebbe fondato la città di Felsina. Succesivamente, Bono, figlio di Felsino, cambiò il nome della città di Felsina in Bononia.

  

 

 

   

  

 

  

Tutte queste leggende , per campanilismo, sono ambientate molto prima della fondazione di Roma per l’ambizione di superare almeno in questo l’illustre città eterna.