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| I PRIMI VESCOVI |
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LA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI I cristiani furono perseguitati per secoli. Basta pensare al Circo massimo, al Colosseo e a tutte le vittime che vi sono state. Molti furono addirittura crocifissi lungo le vie periferiche di Roma. Pure Bologna pagò il suo tributo di vittime. I romani, quando occuparono Felsina, oltre che costruire mercati e magazzini costruirono pure arene dove gladiatori e belve si accanivano contro i cristiani. |
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A Bologna ne fu costruita una nel I sec d.C. e si trovava proprio in corrispondenza della chiesa dei Santi Vitale e Agricola, oggi annessa al complesso stefaniano delle Sette Chiese. Si narra che a causa della loro fede cristiana il servo Vitale ed il patrizio Agricola vennero barbaramente torturati ed uccisi proprio nell'arena bolognese. Per ricordare quel duplice martirio fu realizzata la Chiesa che oggi porta il loro nome. Successivamente a Vitale fu anche intitolata la via che lambisce il complesso delle sette chiese: via San Vitale.
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Chiesa dei Santi Vitale e Agricola: la cripta |
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I PRIMI VESCOVI DI BOLOGNA
Finalmente, nel 313 d.C., l’editto di
Costantino sanciva la libertà di culto per i cristiani. La prima residenza del vescovo
fu presso l’attuale Ospedale Militare esattamente nel complesso conventuale
dei SS. Naborre e Celso (successivamente in onore del settimo vescovo
prenderà il nome dei SS. Naborre
e Felice) nell’estrema parte ovest della città.
I primi vescovi che furono a capo della curia bolognese sono elencati nella tabella sottostante:
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LA DISTRUZIONE DI BOLOGNA Nel
379 d.C. un governatore di Teodosio il Grande si invaghì di una bella
bolognese felicemente maritata e la insidiò. Il marito allora chiese il
rispetto ma offeso dal governatore lo uccise. Come
vendetta per questo “affronto”
l’imperatore Teodosio
ordinò la completa distruzione della città. Caddero le mura di selenite, e
le basiliche, i templi, le case ed i teatri che divennero un cumulo di
macerie. Si
narra che
S.Ambrogio, vescovo di Milano e quindi metropolita di Bologna,
in seguito a questa vicenda, chiuse le porte del Duomo di Milano in faccia
alla stesso Teodosio, costringendolo così ad un atto di penitenza per
i misfatti compiuti. Questa scena è anche rappresentata in un dipinto che si trova all’interno di S.Pietro sulla parte sinistra. |
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Teodosio I |
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S.Ambrogio
quando venne a Bologna per constatare i danni descrisse la città con le
seguenti parole: “un cadavere di una città distrutta”. Si narra che Ambrogio
abbia calcato la mano su tale aspetto della città per recare conforto
ad un amico che aveva perso una persona cara.
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LE 4 CROCI In seguito indisse una processione attorno alle rovine per affidarne le sorti al cielo. La processione era scandita da quattro stazioni che saranno individuate nelle quattro croci erette in prossimità di altrettanti ingressi in città ed in cui saranno poi inserite le reliquie di santi. Infatti il Guidicini narra che, quando nel 1798 con l’avvento dei francesi, le croci furono spostate a S.Petronio, sotto ad esse furono ritrovate lapidi che parlavano di reliquie, in particolare venivano ricordati S.Ambrogio e Teodosio I . Secondo la leggenda si narra che S.Ambrogio “minacciò di scomunica chi fosse entrato in Bologna per distruggerla e pena la morte appena che fosse giunto ad una della quattro croci”.
Con i pallini blu sono evidenziate le zone in cui si trovavano le 4 croci
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Le
croci indicavano quattro punti significativi per i bolognesi del tempo.
Erano:
LA CROCE DEGLI APOSTOLI Che si trovava nelle vicinanze del ponte sulla via Emilia, oggi Piazza Ravegnana
LA CROCE DELLE VERGINI
Localizzata presso il
torrente Aposa nelle vicinanze del Ponte di Ferro nell’attuale incrocio
fra Via Farini e Via Castiglione
LA CROCE DEI SANTI Situtata presso il teatro romano circa all’incrocio fra le attuali Via Barberia /Collegio di Spagna. sotto questa croce furono trovate le reliquie dei Santi Martiri Teodoro, Marcello, Gervasio, Protasio unitamente alle reliquie di altri 40 martiri.
LA CROCE DEI MARTIRI
Che recenti scavi individuano
presso la Via di Porta Castello. Nota: secondo alcuni studiosi fu San Petronio e non Sant'Ambrogio a collocare le 4 croci. |
La croce oggi sono visibili all'interno della basilica di San Petronio. Questa è la Croce dei Santi Martiri
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S.AMBROGIO Era
un uomo dal carattere forte e, come abbiamo visto, era anche capace di
tenere testa anche allo stesso Imperatore. A S.Ambrogio viene attribuita la consacrazione delle prime vergini cristiane tra cui si pone la leggenda di S.Tecla. E, sempre S.Ambrogio, viene attribuita la scoperta, in un cimitero ebraico di Bologna, delle tombe di S.Vitale e Agricola. Tombe che saranno poi spostate, per ordine dello stesso, presso i resti del tempio di Iside (dove c’era una necropoli paleocristiana). A Bononia S.Ambrogio fu anche protagonista di numerose leggende, molte delle quali avevano per oggetto la ricostruzione della città e delle mura di selenite distrutte dalle invasioni barbariche. Per
l’opera svolta in favore di Bologna
resta il ricordo di una chiesa a lui dedicata, ma ora scomparsa.
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S. Ambrogio |
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Fu nominato un nuovo vescovo di Bologna, Felice, ed a lui che venne affidata la ricostruzione della città e delle mura di difesa. E’ certo che la città si era ridotta ai minimi termini e che la maggior parte delle rovine era concentrata nella zona delle attuali Via U.Bassi, C.Battisti, N.Sauro. Non doveva però essere una città in balia del nemico e con poche difese, infatti nel 408 e 419 Alarico e Ataulfo preferirono girarle al largo. Felice purtroppo muorì senza vedere completata la sua opera di ricostruzione. In suo onore la Chiesa dei SS.Naborre Celso assunse la denominazione dei SS.Naborre e Felice.
Ma chi era Petronio? Da alcuni scritti pare che Petronio fosse figlio del prefetto pretorio della Gallia. Inizialmente intraprese la carriera politica poi però ebbe come una visione e abbandonò tutto per dedicarsi ad una carriera religiosa, così come fecero altri famosi convertiti dell’epoca (Ambrogio, Ilario ecc.).
Un giorno fu inviato alla città eterna direttamente dall’imperatore Teodosio II, di cui era alle dipendenze. Doveva contrastare una imperante eresia e cercava consiglio dal Papa.
Ebbene
il Papa Celestino I
affidò l’incarico di vescovo di Bologna proprio allo stesso Petronio.
Secondo la leggenda il Papa fece quella scelta direttamente su ordine di
San Pietro che gli era apparso in sogno.
La nomina avverrà il 432. Alla
consacrazione presenziò anche S.Ambrogio. Fu proprio in quell’occasione
che lo stesso S.Ambrogio ritrovò le reliquie dei Santi Agricola e Vitale.
Petronio ha un subito un compito
difficilissimo. Deve portare a termine l’opera di ricostruzione avviata
dal vescovo Felice.
Il compito è arduo ma Petronio lo svolgerà
in modo magistrale.
Torna nei luoghi santi e porta in città
varie reliquie di santi e martiri :
- 40 martiri
di Gaza , S.Floriano loro capo
Erode
sulla via del Calvario
Battista
luoghi santi
A San Petronio alcuni studiosi
attribuiscono anche la realizzazione della Jerusalem Celesti: l’esatta
riproduzione delle sette chiese di Gerusalemme.
Sull complesso stefaniano meglio noto con
il nome de “Le sette chiese”.
Sulla costruzione da parte di Petronio del
complesso di S.Stefano sorgono comunque numerosi dubbi fra gli studiosi.
Secondo molti la realizzazione avverrà solo molti secoli dopo, all’incirca
verso il 1000, cioè dopo le crociate.
Il declivio tra S.Giovanni e S.Stefano fu
denominato Valle di Giosafat.
Muore nel 450 e con lui la città perse un
punto di riferimento fondamentale per la risoluzione di molti problemi. Il
suo culto continuò per secoli anche se rimase limitato alla basilica di
S.Stefano. Poi, quando nel 1141 nel santuario di S.Stefano vennero alla
luce le sue reliquie, la fama di Petronio venne universalmente
riconosciuta. Qualche anno più tardi un anonimo monaco ne scrisse
addirittura la vita romanzata.
Nel 1388 la città cominciò a costruire un tempio a lui dedicato: San
Petronio!
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San Petronio nella scultura realizzata da Michelangelo.
Guido Reni (1547-1642). San Petronio, in basso sulla sinistra mentre intercede presso la Madonna per le sorti di Bologna.
Santo Stefano
Francesco Raibolini detto il Francia (1450-1517). Sulla sinistra è rappresentato san Petronio. |
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