I PRIMI ABITATORI

 

I PRIMI ABITATORI

 

Tracce di insediamenti umani si trovano nelle grotte del Farneto, che si trovano sulla destra del Torrente Zena a poca distanza da S.Lazzaro.

Farneto deriva da un albero della famiglia delle querce, il “farnus”, presente in zona.

Infatti i primi uomini abitarono nelle grotte, abitazioni già “’pronte”, mentre successivamente  pur continuando a vivere nelle grotte si trasferirono anche in capanne costruite da loro stessi.

Nelle grotte troviamo i primi riscontri della presenza umana.

Utensili da lavoro, accette per spaccare la legna, macine di varie misure, armi di varie tipologie: infatti l’uomo delle caverne doveva proteggersi contro l’ambiente esterno.

Sono stati ritrovati anche residui dei pasti come ossa di animali che l’uomo primitivo cacciava nella boscaglia o che allevava lui stesso.

 

 

 

  

I LIGURI

 

La zona dove sorgerà Bologna è posta in una posizione dove confluivano le vie percorse dai vari popoli che provenivano dai paesi limitrofi.

Il popolo del quale per primo si ha notizia della presenza in zona è quello dei Liguri.

Forse provenivano dalla Spagna o dalla Gallia, scendono attraverso la Pianura Padana e si insediano nell’Italia settentrionale e centrale.

A loro risale la costruzione della capanne a palafitta, perché costruite nei pressi di terreni acquitrinosi o paludosi. Capanne che risultano abitate fino al periodo del bronzo.

Accanto alle capanne si apre la fossa dei morti. Quasi sempre sono sepolti con il viso rivolto verso est , rannicchiati con le ginocchia al petto e una mano vicino al viso come in atteggiamento di riposo: vicino vi sono armi e cibo.

Il tempo ha sommerso la maggioranza dei reperti. Alcuni sono conservati nei depositi alluvionali dei fiumi. Si tratta di suppellettili, pali da costruzione, stoviglie, strumenti per varie lavorazioni, avanzi di piante ed animali.

 

 

 

 

 

GLI UMBRI

 

I Liguri furono spodestati, circa nel X sec., dagli Ariani popolo più forte e numeroso. I nuovi venuti sono conosciuti anche con il nome di Umbri.

Sono agricoltori ma anche abili guerrieri, un popolo più organizzato e compatto.

Gli Ariani provengono dal nord, forse dal Danubio. Passano attraverso le Valli dell’Isonzo e dell’Adige portandosi fino alla Basilicata. Sono diversi popoli che daranno origine alla razza italica.  

 

 

 

Si insediano in prossimità di torrenti e fiumi dove più di frequente sono le piene. A loro risale la costruzione delle palafitte dette Terremare. Piantano una fitta rete di pali alti fino a tre metri e sopra vi costruiscono una piattaforma che conteneva le capanne di tutto il villaggio.

Ogni capanna aveva nel centro un foro attraverso il quale venivano buttati i rifiuti: resti di pranzi, vasellame rotto, ossa ed altro.  

Perché i bambini non cadessero attraverso il foro venivano legati ad un piede con una corda più corta della distanza del foro.  

Quando il cumulo delle immondizie era tale da giungere fino al pavimento delle capanne, queste venivano incendiate avendo in precedenza costruito un altro villaggio. 

Attorno alle terremare era scavata una fossa dove scorrevano le acque di scolo e si immettevano quelle del vicino fiume.  

 

 

 

Il villaggio era  tagliato da numerose strade ad angolo retto. Le due strade maggiori si intersecavano perpendicolarmente e in posizione più elevata e si incrociavano in una piazzetta, forse luogo sacro.

In corrispondenza delle vie principali vi erano dei ponti per il collegamento con l’esterno.

In Via Vallescura cento anni fa furono scoperte le prime tracce di capanne tipo terramaricolo.

 

 

 

Gli Ariani bruciano i morti e le ceneri vengono poste in vasi coperti con una ciotola. Il morto era deposto sul rogo assieme alle sue armi ed ornamenti. I vasi funerari vengono riuniti a poca distanza dal villaggio.

Era convinzione che la fiamma liberava il peso del corpo permettendo allo spirito di spaziare  nell’infinito.

Nelle tombe femminili non si trovano ornamenti che stranamente si trovano nelle tombe dei guerrieri. Nelle tombe femminili si trovano rari gioielli ma molti attrezzi da lavoro quali fusi, fuselli, rocchetti per tessere.

 

 

   

 

 

LA CIVILTA' VILLANOVIANA

 

Cento anni fa , in Piazza S.Francesco, alcuni operai durante uno scavo portarono alla luce  un vaso (“dolio”)  una certa proporzione contenente quindicimila oggetti del peso complessivo di 1418 chilogrammi.

Erano quasi tutti di dimensioni ridotte: per esempio una scure di tre centimetri , uno scudo da guerriero di cinque centimetri di diametro ecc.

Non si conosce se fossero giocattoli o ex-voto.

 La scoperta più importante fu fatta nei pressi di Villanova di Castenaso. Un sepolcreto dell’età del ferro. Da Villanova derivò il termine di “villanoviana” dato a questa civiltà durata un arco di 350 anni.

Successivamente furono trovati altri sepolcreti : fuori Porta S.Vitale, insediamento di persone povere, fuori Porta S.Isaia , ritrovamento in fase I^ e II^ nel podere Benacci.