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14/4/2005 pag 248 |
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Vita da condominio: quelli che si aiutano “Vicino, ti sono sempre più vicino”
Di necessità virtù. L'anonimo mutuo soccorso da pianerottolo si organizza con spese collettive, baby sitter da cortile e feste di palazzo. Da Milano, Bologna, Roma la solidarietà viaggia in ascensore per single e famiglie articolo di Paola Ciccioli e Antonella Piperno |
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foto Nucci
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... Ben più strutturata, con tanto di tv interna, l'organizzazione del condominio di via Casini 4, al Pilastro, quartiere popolare di Bologna: dovendo fare i conti con le spese del mutuo, i condomini si sono organizzati con squadre per pulire gli spazi comuni, occuparsi del giardino e degli impianti elettrici: «Mica un obbligo», sottolinea Gabriele Grandi, «chi non se la sentiva pagava le spese condominiali». Da li sono nati poi un laboratorio per la manutenzione con tanto di tornio, e, visto che la vita è anche svago, sala biliardo e palestra. La trovata più divertente del condominio, insieme alla festa di primavera con 10 mila tortellini preparata dai vari inquilini, è senz'altro Telecondominio (in realtà si chiama Teletorre19), trasmessa via cavo: notizie sul funzionamento degli ascensori, gli 850 dvd dei vari inquilini messi in rete, ma anche rubriche come «la cucina di casa». Con le casalinghe che, imitando Antonella Clerici, mostrano cosa bolle in pentola.
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11/9/2008 Tutti in onda su Telecondominio Emittenti online Sono 38, hanno un’audience limitata a un paese o un rione e sono in rapida crescita. Insieme stanno cercando di creare un network, per attirare inserzionisti.
articolo di Antonella Bersani Il manifesto del controesodo è un carrozziere di Trastevere che intona davanti all’officina un vecchio successo dei Righeira: L’estate sta finendo. Per cantare ha scelto il microfono di Telescooter tv (www.telescooter.it), videosito inventato dal giovane Dejan Cetnikovic per raccontare l’Italia senza lustrini. Il suo è un format a basso prezzo: gironzola per la capitale con uno scooter e una minitelecamera divertendosi a intervistare gli italiani. Telescooter è soltanto una delle porte che conducono nel mondo delle microweb tv, quelle piccole emittenti spontanee che mostrano l’Italia dei quartieri, delle regioni e dei condomini. Non ci sono editori importanti, ma storie di vita, denunce sociali e personaggi come Emiliano Cuncas, pastore del Cagliaritano che ha messo online la mungitura delle sue greggi. Grazie ai video di www.sardiniafarm.com oggi vende pecorino in tutta Europa e in Giappone. Per lui e per molti altri l’appuntamento è il 10 e 11 ottobre all’università Iulm di Milano con il convegno «P@ese che vai: storie di ordinaria programmazione», quando le 38 piccole emittenti della rete tenteranno di teorizzare un network che attiri gli inserzionisti su questi palinsesti di vita reale. È un futuro possibile? «I giovani guardano in rete e qui va costruito il futuro televisivo, anche da un punto di vista occupazionale» sostiene Gianni Canova, preside del corso di laurea in scienze della comunicazione della Iulm. «In questo senso le piccole webtv si impongono per modernità: funzionano la concezione nuova del palinsesto, destrutturato negli orari e costruito interamente dagli utenti, e soprattutto l’originalità dei contenuti che sino a oggi erano appannaggio di pochi quotidiani locali». Due mesi fa Bruno Pellegrini ha lanciato Yks (www.yks.tv), il canale web che seleziona i «videodilettanti» della rete. Sua, per esempio la scoperta di Dejan Cetnikovic di Telescooter tv. «Il prossimo anno il nostro bilancio sarà già in pareggio» prevede. Rivendicando così il successo di emittenti che non hanno collaboratori famosi, che non si appoggiano a videomaker professionisti, ma nei cui protagonisti tutti si possono riconoscere. |
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Chi non ha mai avuto una dirimpettaia pronta a offrire un assaggio di risotto? Bene, la sua evoluzione televisiva online si chiama Gabriella Lorenzini, che dagli schermi della bolognese Teletorre19 (www.teletorre19.com) insegna i segreti della trippa matta. «La nostra è una tv condominiale, voce della torre 19 al quartiere Pilastro» spiega Gabriele Grandi, il pensionato 71enne che ha fondato l’emittente. «Ho agito di notte, di nascosto, salendo sul tetto e collegando l’antenna tv al mio videoregistratore per vedere se riuscivo a mettere in comune la visione di alcuni film. Ha funzionato e il resto è venuto da sé». Con l’approdo sul web, l’audience non è più limitata alle 72 famiglie che vivono negli otto (n.d.r sono 18!) piani della torre 19, ma il palinsesto non cambia. | |||
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«Il fenomeno delle microweb tv è cresciuto a partire dal 2003. E grazie ai bassi costi di produzione, bastano anchee 800 euro l’anno, ha ormai superato in dimensioni quello delle telestreet, le emittenti analogiche a basso raggio che sfruttano i coni d’ombra delle tv nazionali» spiega Gianpaolo Colletti, ideatore del convegno in collaborazione con il gruppo di Altratv.tv (www.altratv.tv), l’enciclopedia online delle web tv curata dalla facoltà di scienze della comunicazione dell’Università di Bologna. «Nel giro di 7 anni le telestreet si sono ridotte da 250 a 20, ma in rete si contano già 38 microtelevisioni, destinate a crescere anche in professionalità e contenuti». Il segreto sono i collaboratori e il lavoro costante. Cosa che invece manca alle tv online universitarie (16 in tutto), costrette a rinnovare lo staff al termine di ogni ciclo di studi. I risultati si sono già visti. Hanno fatto cronaca, per esempio, le battaglie antimafia di Pino Maniaci, 55enne editore factotum di Telejato (www.telejato.it), piccola emittente inserita nel triangolo mafioso tra San Giuseppe Iato, Partinico e Corleone. Con i suoi servizi ha denunciato l’inquinamento della distilleria Bertolini, la più grande d’Europa. E in occasione del matrimonio tra la figlia di Totò Riina e Vincenzo Bellomo ha messo in video quello che ha definito «lo sfarzo dei nullatenenti». Maniaci è stato picchiato e minacciato di morte, ma presto avrà la sua rivincita: «Ci trasferiremo nella nuova sede: un immobile confiscato alla mafia». Altrettanto importante è l’impegno per i disabili di Discovolante, piccola tv casalinga che a Senigallia si identifica con Enea Discepoli e la sua associazione Studio Zelig (www.studiozelig.it). «Molti ricorderanno un nostro collaboratore da poco scomparso: Franco Civelli (premio Alpi 2004), che girava per la città filmando e abbattendo le barriere architettoniche» spiega Discepoli «Noi continuiamo a filmare mostrando quanto può essere dura la nostra vita quotidiana». Non solo, «per settembre abbiamo già pronto un servizio sulle assistenti sociali del sesso, che nei Paesi Bassi visitano periodicamente i portatori di handicap. Sono prostitute, ma il rapporto è fatto di coccole, massaggi, frasi affettuose». Il mondo delle web tv dei cittadini è questo: impegno, curiosità, vicinato. Come i filmati di Monti Tv (www.montitv.it) , l’emittente romana del rione Monti fondata da due ex parrucchieri oggi titolari di una cioccolateria a Rieti. E il palinsesto online è infinito. Si comincia con le battaglie contro le fioriere abusive sui marciapiedi per arrivare alla fiction girata da Telecitofono (www.telecitofono.it) a Reggio Emilia per raccontare l’Ospedale psichiatrico San Lazzaro. Una ricchezza di cui si è accorto anche Riccardo Pasini, neodirettore di Odeon Tv: «Coinvolgeremo le microweb tv nella creazione di nuovi contenuti» annuncia. A cominciare da ottobre, con il programma Itali@e.
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